Visualizzazione post con etichetta sociale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sociale. Mostra tutti i post

domenica 11 gennaio 2015

La scienza: un gioco da ragazze

La Commissione europea ha lanciato una campagna triennale per incoraggiare il mondo femminile a lavorare nel settore della ricerca: le ricercatrici infatti rappresentano solo un terzo del totale e le titolari di dottorato in ingegneria e in ingegneria industriale restano una minoranza.

image

Gli autori del sito dedicato si rivolgono direttamente alle ragazze dicendo: “Lo sapevi che le ragazze sono brave tanto quanto i ragazzi in scienze e matematica a scuola, ma molti più ragazzi continuano ad approfondire gli studi scientifici, tecnologici e ingegneristici? Perciò ricorda: tu hai quello che serve per riuscire. Adesso sta a te farne qualcosa! La prossima grande scoperta potrebbe essere la tua, perciò accetta la sfida. Scopri il nostro sito: Fai il nostro quiz per scoprire il tuo lavoro da sogno, guarda alcuni dei molti fantastici video di donne nella scienza e scopri i motivi per cui la scienza ha bisogno di te!”

Vai al sito!

image

domenica 13 giugno 2010

Sondaggio sulla scienza

Le due riviste scientifiche più note e forse le più prestigiose, Nature e Scientific American (la cui edizione italiana è Le Scienze), hanno indetto un sondaggio sulla fiducia nella scienza a livello mondiale. Si tratta, per una volta, di un sondaggio veramente utile e l'invito a partecipare è rivolto a tutti. La prima schermata vi chiede qual'è la vostra lingua e le successive sono in italiano.
A questa pagina:
http://readerpanel.nature.com/wix5/p418322019.aspx

lunedì 15 settembre 2008

Diversabilità

A proposito del fatto che non si fa mai abbastanza per l'integrazione delle persone diversamente abili vi segnalo un brutto caso di discriminazione. E' avvenuto al Carrefour di Assago ai danni di un bambino autistico di 4 anni. E' la mamma stessa a descriverlo nel suo blog dove pubblica la lettera che ha scritto alla direzione dell'ipermercato. Vi riporto di seguito questa lettera:

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara  e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco   Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

Firma.

giovedì 28 agosto 2008

Video senza confini

Su YouTube si trovano cose sempre più interessanti, come questo video di Matt Harding.